Référence
ORLANDO Vito, « Louis Fuzelier critico drammatico al “Mercure de France” », Biblioteca teatrale, no 13, 1975, p. 105-117.
Référence courte
Orlando 1975
Type de référence
Texte
VITO ORLANDO
Louis Fuzelier critico drammatico
al « Mercure de France »
Le rioerche e gli 'studi recenti sulla Commedia deîl'Arte in Fra'ncia e
sulla sua trasfoïmazio'ne operata dagli autori d'Oltralpe sulle scène parigine
han'no nesumato l'opeïa di Louis Puzelleï — fecondo e multiforme
autore, attivo su tutti i teatri, maggiori e minori, di Parigi — la quale
s'ins'erisce inel panorama teatrale del prima Settecento, in un momento in
cui, all foire e poi al Théâtre Italien, la Commedia dell'Arte subisce
l'ultima fase della sua evoluzione die, mentre tenta il récupéra di forme
e tipi tradizionali, si adegua 'sempre più allé esigenze ctel teatro francese.
La studio isuITopera di Fuzelier acquista un valore di documentazione
storica ri'levante allargando e completando in certo modo il campo, già
vasto ma non esauriente, delîe ricerche fin qui svolte.
In questa prosp'ettiva, si sta svolgendo un'mdagme sugli inedlti del
nostro poco conosciuto Autore, t risultati clella quale saranno raccolti in
un volume di prossima pubblicazione, almeno per la parte riguardante
l'attîvità e la coUaborazioine prestate al Nouveau Théâtre Italien dl Luigi
Riccoboni. Qui se ne vuole offrire un primo contributo parziale, la ricerca
cioè di una possibile teo'ïia estetico-drammatica e critica, ma'ncante del
resto neU'opera, attraverso lo studio dell'attività di redattore teatrale
svolta da Fuzelier in quel banco di prova — ma anclie fonte dï occupazione
lucrativa — che fu il « Mercure de France » per tanti autori di teatro
nel Settecento.
Nell'amblto di questo studio inoltre si colîoca una brève analisi del
ruolo svolto dal gioi-îiale nella vita teatrale cfell'epoca e di quello rappres'entato
dagli autori, in quanto « giornaliisti », impegnati nella rlsoluzi'one
di divers! e delicati problemi, che nascevano dal tenÈatlvo di orientare
l'opinione pubblica sulîe manifestaziom teatrali deUa capitale del regno.
Tentare di ricostfuire la posizion'e teorico-critica di Loui.s Fuzelter
sarebbe uïi elemento ulteriore di approfondimento della vita teatrale del
primo Settecento, di cui egli fu uno degli esponenti più vivaci, se chi si
accmge a tale compito non si trovasse di fronte alla scarsezza di documenti
e di testimonianze che impediscono di rintracciare il filo conduttore,
attraverso le miriadi di allusioni o di battute satiriche, disseminate qua
e là nell'opera, e clie sottintendono un précisa intenta critico, se non ideologico.
La personali'tà di FuzeBer, infatti, e delle pîu misteriose, per la
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mancanza dï fonti biografiche e critiche clie ci iUuminino sulla sua vita.
sulla sua formazione culturale, e sulle sue molteplid attlvità 1.
Possiamo tuttavia intuire, da queUe poche sonite polemiche provocate
dalle vîcende teatraU che lo riguardano, che egli fosse molto schivo e naturalmente
riseïvato e che tale carattere si trasferîsse nella sua opéra, con
l'evitare di assumere posizioni di teorico cui non credeva z.
In fonda, Fuzeîier, fornito dl uno spirito molto caustico, pîeferiva fare
deUa satira bonaria, evîtan'do di mcorrere nei difetti che rilevava neglÏ
aîtri: tutta la sua opéra starebbe quasi a dimostrare l'occasionalità deî
suo nascere e insieme U g-usto per un'attività intesa come puro « divertiss'emest
», sen2:a complicazioni mtellettualistiche, diretta da un certo ^usto
medlo che e poi quello del suo tempo, e perciô variabile.
Per^valutare quindi la posizione critica di Fuzelier dobbiamo raccoglieïe
e riunire quel pochl elementi che possano servire a delineare gli onen.
tamenti generali e di gusto deU'autore riguardo allé tecniche dramma£iche
e alla vita del teatro m générale. Esamineremo perdô la sua attività di
redattore teatrale al « Mercure de France » confrontandola con le dichiarï
zioni programmaticlie che egli prepone all'iniizlo della sua attività giornalistrca
e con préfaces e avertissements delle sue opère.
SuII'attività di Fuzelier al « Mercure » si hanno poche notizîe, dovute al
^ia^an,df^. q^le. fi^s_a.le 4?te di coUaborazlone al giornale ai periodi
1721-1724 e 1744-1750, sulla scorta delle testimonianze di Maïais e
Barbier, che ^ parlano ad privilège ottenuto da Fuzelter neli721enei
1744 \ma, dopo un esarae del « Mercure », noi pensiamo che le date siano
da rettificare.
Quanto al prîmo periodo, alla morte dell'abate Buchet, succeduto a Le
Fèvre^de Fontenay nella direzione del giornale (gennaio 1717), il prwÏlège
viene oencesso a Dufresny, La Roque e Fuzelier e, dopo la morte di
Dufresny^ottobre 1725), al solo La Roque4 con il quale Puzelier collabora^
fino al 1722. E in quest'anno che alla rubrka teatrale subentïa l'abate
Pellegrin, autore di teatro, interdetto dai sacri uffici, per la sua attività,
/ Util! ma non esaurienti e son sempre esatte sono le informazioni date dal
Ma^andet, che perô^ e l'uuico aci avère finora raccolto del materiaïebiobibiï^^^
su Fuzelier; cfr. A. MARANDET, Manuscnts inédîts de la famille Favar^ de ' Fuzeîier, de
et de divers auteurs du XVIIIe siècle, Lille-Paris 1922.
3^ A proposito del Nouveau^ Monde (1722), commedia deU'abate Pellegrin, ai cui
egll ha appena letto la prefazione aU'edizione reoentissima, FuzdÏer cosï sï esprime:
«^... en parcourant sa Préface, j'y ai rencontré partout le ton doctoral d'un Ecrivain
^r-ct.ru ,desoa G?ê'ïte; <îuant à moi' 1e n!ai Jamais pris le ton âogmatique, et
ne me sieroït pas » (Dêsaveu autentique tait par M. Fuzelier de la 'Comédie du
î, et de celle de l'Oracle de Delphes, m « Mercure de France "». die.
1722, p. 187; U corsivo e nostro).
rLcfr;_ATMAI^NDETÏ Man^cnîs inédifs... cit., pp. 52 e 82-3 in nota; M, MARAIS,
MëTÎes' II),P- 168 e,E'-r'F- BARBIER, }oumal,IÏ, pp. 27Ï-75,"citari"darMa^nde^
del tectativo fatto da Fuzelîer'neÏ 1740.
.1\ï\^pnvllege viene Pubbîicato nel^Mercure» del 172f(giu.-lugl.) e rîprodotto
^novj; quello concesso a La Roque si trova nel numéro di g"ennaio del 1726.
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dall'arclvescovo di Parigl, e fruitore di una pensione al « Mercure », dove
s'incarica delle cronache teatrali .
Da un passa dei Parfaict, [a pïoposito del Serdeau des T-héâfres di Fuze-
.lier (parodia del Banque! des sept sages di Delisle, delle Noces de Gamache
di Gaulîier e del PirUhous di Le Serre) risulta che Fuzelier era m lite con
La Roque (ma non se ne conosce il motivo), che questi e il titolare del
« M'eïcure » e che Pellegrin già nel 1723 curava i rendiconti teatrali, la
rubrica cioè di. FuzeHer .
I/abbé Pellegrin — e non •solo lui — non gradiva molto lo spirito satirica
di Fuzelier, e non accettava volentieri le parodie allé proprie opère : una
prova di questa freddezza di rappoïti e data dalla poîemica sulla commedia
Le Nouveau Monde, che spin'se Fuzelier, al quale essa era attubuita, ad attaccare
sut « Mercure » 'l'abate i'1 quale, dal canto suo, recensisce negativamente
le parodie di Fuzelier del 17_23-1724 e condanîia la parodia
come génère e gli speÈtacoli della Foire .
Dopo essersi difeso pubbUcamente dalla malignità del critici che, 'suJla
base deU'anonimato, pretendono attribuirgli VOracle de Delphes, altra
commedia di Peîlegnn, rappresentata anonima e poco fortunata , Fuzelier,
concludendo la polemica con un ringïaziamento pubblico ïivolto alpotente
Cardinale Du Bois, fa una rassegna delle reazio'ni susdtate dall'mtervento
del Primo Minist'ro e lascia intravvedere il momento del 'suo allontanamento
d'al <;< Mercure ».
Confessando iafatti ad una sua poco identlficata mterlocutrice il proposito
di inviarl'e una critica del Nouveau Monde, Fuzelier si scusa di non
metterlo in pratica perché
... il y en a une dans le Mercure de Janvier dernier que vous pouvez lire; je^ vous
dirai pourtant que l'Auteur de cette Critique me paraît souvent trop favorable à
Fouvrage qu'il censure: vous vous en apercevrez; je ne pense surtout lui passer
l'éloge qu'il prodigue à la Scène de la Coquette 9.
Fuzelier dunque nel gennaio 1723 non e più redattore del giomale di
cui conserva il privilège ? e, forse, non lo e mai stato; comunque, se egli e
5 Sull'abbé Pellegrm, cfr. Sibliographie Universelle (MICHAUB, t. XXXÏI, pp. 393.;94).
6 « L'Auteuî- de Metcure, sx exact à donner les Extraits des pièces ^nouvelles, oublia,
ou voulut oublier celle-ci. M. Fuselier était alors brouillé avec M. De La Roque,
titulaire du Mercure, et de plus l'Abbé Pellegrin avoit travaillé à l'Opéra de Ph-ithous.
Comme cet Abbé était chargé de rendre compte des pièces nouvelles, il hu auroit
été dur de rappeler au publie les défauts qu'on reprochait à son ouvrage» (PARFAICT,
Dîcîionnaîre des Théâtres, V, p. 116; la parodia di FuzeUer e del febbraio 1723).
7 Cfr. Lettre de M.. FuseUer à Madame la Comtesse de... au sujet de la Comédie du
Nouveau Monde, in « Mercure », ott, 1722, pp. 42-5; Dêsaveu cit.
8 Lo stesso contenuto del Dêsaveu si trova ifi una lettera del 28 dicembre 1722
inviata alla stessa Contessa, alla quale Fuzelier scrive anche il 29 dicembre per^sollecitare
l'interveato di Du Bois: entrambe sono state pubblicate dal Marandet {Manu-^
scïTts inédits... cit.,pp, 79-80). Le notizie riguardanti YOracle de Delpehs sono nel
« Mercure » (ort. 1722, p. 105 e die. 1722, pp. 139^0).
9 Lettre de X Fuzeîier à Madame la Comtesse de *i!i\ in <•; Mercure », febbr. 1723,
pp, 287-90. La critica al Nouveau Monde venne pubblicata sotto forma di lettera anomma
nel « Mercure » del genaaio 1723, allé pp. 135-57.
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stato il curatore dei rendiconti teatrali, la sua atdvità ha termine alla fine
del 1722, e mon nel 1724 come afferma il Marandet.
Dopo un vano tentativo fatto nel 1740, Fuzelier ritorna al giornale solo
alla morte di La Roque, quando ottiene, nel 1744, il privïlège insietne
a La Bruère,
Fuzelier, tuttavia, cess'a di occuparsi del giornale fin dal 1749, quando
chiama pressa di se a collaboraîe 'alla rubrica teatrale, Remond de Sai'nte-
AIbine: in una nota del gennaio 1749 questi viene iindicato come curatore
di alcuni « extraits » e, dalla diversità di stile dei rendiconti, si nota che
Rémond e ai « Mercure » dal 1748, mentre dal maggio 1749 le cronache
secche e brevi dovute alla sua penna 'sostitui'scono le consuete cronache
di Fuzelier.
Egli, pur conservando il privilège fino alla sua morte, non e plu al
gxomale: in quell'anno, infatti, curava all'Opéra l'allestimento del suo Carnaval
du Parnasse , E dmique Fattività gio'mallstica puo esseïe deîimitata,
îiel suo complesso 'negli anni 1721-1722 e 1744-1749.
Ma quai e il carattere della tubrica in questi aruii e come si puô deîineare
un profila della critica teatrale di Fuzelier? Non e molto agevole,
in venta, discernere gli arti'coli appartenenti a questo o a quelîo scrittore,
in qua'nto parecchi redattotii (uomini di teatro) si altemavano nei
rendicond (Dufresny, La Bruère, Pellegrin, Saint-Albine). Gll artioeli
poi, sono degli elenchi ai date, opère, autori e attori, divisi secondo i teatri
in cui le opère venivano rappïesentate, ed offrono qualche intéresse storico-
erudito^ m'a nessun puûto di vista critico-estetico n,
Nel presentare l'impostazione del giom'ale, rinnovato nel 1721, Fuzelier
indica come criterio générale della rubrica teatïale l'mdipendenza di
giudizio deU'ardcolista e l'asso'luta impaïzlalità nel rencîere conto d'elle
varie stagioni tea'trali. In questa prima esposizione si esprime quindi l'esigenza
di informare il lettore, determinata dal cî-esoente iîïteres'se che il
pubblico mostfa verso il teatro, e parimenti il desiderio di dare dei giudizi
equi in opposizione alla cabale die dlsorienta >I'opinione pubblica riguardo
al merito delle opère teatrali12.
Quindi Fuzelier traccia le linee dl una critica drammatica che sia saggia
ed illuminata e che investa tutti i teatri, compreso il Théâtre Français:
10 Su Sainte-AIbine, cfr. MICHAUD, t. XXXV, p. 397. Le Carnaval du Parnasse fu
rappresentato îl 23 ottobre 1749 e aon in settembre, come affefmano i Parfaict (Dictîonnaire
des Théâtres, II, p. 49).
11_A proposito del dramma, il Gaiffe sottolinea: «...la critique dramatique, telle
qu'elle est comprise alors, n'est guère de nature à orienter nettement dans un sens
ou dans l'autre le goût du publie; les articles consistent surtout en une analyse extrêmement
détaillée de la pièce, avec quelques observations menues et mesqumes sur la
marche de Faction et le développement des caractères, encadrées quelquefois de considérations
générales d'une désolante banalité; aucune idée directrice n'apparaît... il
faut feuilleter des volumes du Mercure ou de YAnnée littéraire, pour découvrir une
discussion un peu approfondie sur un point cî'esthétique théâtrale». (F. GAIFFE, Le
drame^en France au XVIIF siècle, n. éd., Paris, Colin, 1971, p. 127)-.
12 Cfr. «Mercure», giugno-IugUo 1721, p. SI.'
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11 serait à souhaiter quTi! parût souvent des Dissertations exactes, qui développassent
l'art, les beautés, et les défauts d'une Pièce, qu'un Spectateur ne peut toujours saisir
dans îa représentation. C'est d'ordmaire par des critiques sages et éclairées qu on
trouve le chemin de la perfection. Quoique le Théâtre Français ait de grands avantages
sur ceux de nos voisins, on ne saurait nier cependant qu'il n'y ait bien des défauts
à corriger, ce qui ne se peut faire qu'en marquant les ecueils de ce genre d'écrire 13,
Queste dichiaraziom costituiscono, nella loro dedsa affermazione di una
précisa funzione artistica della critlca drammatica, una premessa ed un'antidpazione
di quel che sarà la condensazione dei prindpi e la difesa della
validité positiva della critica fatta da Fuzelier nel Discours sur les paroaies
del 1731. Si puo sicuratnente affermare che queste sono le soie espressioni
che riguaïdino i teatri m génère, polché nelle varie commedie la satira
colpisce questo o quel difetto dei van teatri parigini senza discuterne
la 'natura o l'essenza, e tanto mena gll orientamenti estetici.
Quando Fuzelier ritorna al « Mercufe » nel 1744, ripropofte deUe linee
programmaticlie molto i-nteressanti, allorché riproduce un anonimo Avis
à un journaliste del 1737, che i direttori del gioînale dichiarano di voler
seguiïe fedelm'eîite.
Diviso in due partie ïiguardanti la commedia e la tragedia, esso si distmgue
subito per il tono polemico e per usa presa di, poslzion'e, che vorrebbe
essere equilibrata, ma che si risolve in un modernismo accentuato; l'anonimo,
in pratica, vuole 'sconfiggere il pregiudizio che prétende esaltare gli.
autorî del pas'sato e disprezzare quelli del présente, i oentemporanel.
Egli 'si lanci'a in una polemi'ca decisamente anti-Molière che nflette la
polemica di fonda svolgentesi in quel momento tra i critici ed iniziata
proprîo nel 1736 — un anuo prima doè della stesura deîl'A^j — da
Luigi Rkcoboni con la pubblicazione delle sue Observations sur la Comédie
et le Génie de Molière, neîle quasÏi il direttore dell'Hotêl de Bourgogne
riprendendo un'accusa lancîata nove anni prima, nelVHùîoire du Théâtre
Italien, fa un processo a Molière, di cui si evidenziano i plagi. Ma l'accusa
finisce col risolversi nella glorificazione fatta da un uomo di teatio
(Riccoboni) al grande uomo di teatïo (Mollère), di cui Lelio non puô
non 'sentirsi discepolo e ammiratore1 .
Nella polemica, Riccoboni, fin dai primi anni del suo soggiorno francese,
aveva avuto a fianco la redaziotie del « Mercure », da cui tuttavia
egli prende succès si vamente 'le di'stanze — quelle che intercorrono tra
un uomo cti teatro e un critico di teatro — a proposito della Prmcesse
d'EUde e del suo antecedente spagnolo. Il giornale, infattî, lïel rendiconto
deUa ra-ppresentazione svoltasi davanti a Luigl XV, riduce la commedi'a
di Mloliere a u'na traduzione di El desden con el desden di Moreto, di cui
il grande comico non avrebbe saputo sfruttare completamente le situazlo-
13 Article des Nouvelles Dramatiques, Des Spectacles, in « Mercure », giu.-lugl.
1721, pp. 131-32.
14 Cfr. X. DE COURVILLE, Luigî Kîccohoni dit Lélio, t. IÎI, Paris 1958, pp. 177-91
(cap, X),
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ni15; Lelio, al contrario, afferma la plena originalità della commedia. Una
•difesa che ha una doppia motivazione: innanzltutto Lelio non era costretto
in questo caso a difendere il suo patrimonio nazionale — la querelle
era iniziata nel 1716 sul « Mercure » con un Parallèle des Comédiens îta~
liens et français dell'allora redattore Le Fèvre s; in seoendo luogo, l'autore
delle Observations, nel corso del suo lavoro di compulsazione delle
opère ai Molière, vemva accorgendosi dell'arte •di Poquelm e ne iniziava
la riabiUtazione.
Ma la polemica e laûciata e, al seguito dei vari critid corae Cailhava de
FEstendoux e Cizeron-Rlval, interviene anclie l'autore anonimo de\VAvis,
il quâle fa un esame comparativo delle commedie di Molièïe con quelle
dei contemporan'el, cui dà la preferenza, se non il merito assoluto:
Molière est le premier, mais il serolt mjuste et ridicule de ne pas mettre le
Joueur à côté de ses meilleures Pièces. Refuser son estime aux Mênécîsmes, ne pas
s'amuser beaucoup au Lêgataire universel, serait d'un homme sans justice et sans
goût, et qui ne se plaît pas à Renard (sic}, s'est pas digne d'admirer Molière n.
Quindi, avendo affermato cîi non voler fare discriminazioni fra gli
autori, l'aiïonimo cita come modelli di commedie Le Préjugé à la mode
e Le Gîorieux e respinge il criterio secondo il quale una commedia, per
es'sere giucHcata positivamente, debba mantenersi nelîa scia di quelle
molieriane, « car lorsqu'une Comédie, outre le mérite qui lui est propre,
a encore celui cTintéresser, il faut être de bien mauvaise humeur, pour
se fâcher qu'on donne au Public un plaisir de plus » .
Il difetto clie, percià, si rileva nelle commedie di MoHère, e la mancanza
d'interesse e soprattutto l'anonimo biasima Le Misanthrope, in nome di
precioe esigenze che qui vengono sottolineate, di sfiorafe il tragico.
Le Misamhrope sei-oit aussi suivi qu'il est estimé, il ne faut pas que la Comédie
dégénère en Tragédie Bourgeoise. L'Art d'étendre ses limites sans les confondre avec
celles de la Tragédîe, est un grand Art qu'il serait beau d'encourager, et honteux
de vouloir détruire..,19.
L'anonimo qui'ndi conclude il suo at'tkolo sulla oemmedia con alcuni
consigli. sulla maniera di fare rendiconto delle « pièces nouvelles » clie ci
15 Cfr. « Mercure », febbr. 1722, p. 124.
18 « Mercure », gm. 1716, dt,, in X. DE COURVILLE, Lwgi Riccoboni dit Lélio, cit.,
p. 178.
17 Avis à un Journaliste, in « Mercure », nov. 1744, p. 12.
18 Avis à un journaliste, in « Mercute », cit., p. 12.
19 Avis à un journaliste, in « Mercure », cit., pp. 12-3. Questo passa cl sembra interessante
perché potrebbe fornire una spiegazione dell'assenza della tragicommedia dal
teatro del Settecento, nell'ambito dl un gusto diversameate orientato e dai confini
precisi. E vogliamo riaccostarlo con un'aUusione di Fuzelier, tratta dalla sua commedia
Mélusine (1719), in cui nel magazzmo <iell'« Isle perdue», dove si trovano le rarità
perdute suiïa terra, si allinea, insieme al recitativo di Lulli e ai versi. di Quinault,
« la noblesse du ttagique et le plaisant de la comédie qui sont perdus depuis dix
ans » (I, 10). Rileviamo che quello che sella commedia sembra itomco rimpianto di
un génère drammatico scomparso, neS.Aws diventa una ferrea legge estetica.
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sembrano interessanti per capire ciô che si richledeva ad un critico — e
ad un autore — in fatto di tecnica:
Exposer en termes clairs et élégants un sujet, qui quelquefois est embrouillé, et
sans s'attacher à la division des Actes, éclairdr Fintrigue et le dénouement, les
raconter comme une Histoire intéressante, peindre d un trait les Caractères, dire
ensuite ce qui a paru plus ou moins vraisemblable, bien ou mal préparé, retenir les
Vers les plus heureux, bien saisir le mérite ou le vice général du style,..30.
Per la tragedia, l'autore dell'articolo ribadisce le stesse affermazloni
generali: raccoma'nda, infatti, di non 'preferlre Sofocle e Euriipide agli
autori moderni; esalÊa Corneille — attraverso le parole di Fontenelle
e Racine ed infine esorta ad incoïaggiare i •successori dei due grandi tragici
fraîice&I, effondendosi qumdi 'jaell'elogio di Rotrou e Crébillon . Tuttavia
11 fatto 'nuovo che si vuol rilevaïe, in questo anicolo e l'incitamento
delFauÉore, rivolto ai critici, ad allargare l loîo ristïetti orizzoîiti e ad
esaminare una tragedia con crit'eri comparativi, comprendenti Fesame di
tragedie omonime di teatri stranieri .
Queste dunque le opinioni dell'A^'j che si riassumono in una condamia
di Molière, n'ella rivalutazione delle opère degli autori contemporanei e
m una générale assenza dell'esame delîe opère di Corneiîle, Molière e
Racine. Caratteristidie queste clie si notano anche nel « Mercure fr: se si
prende, infatti, l'oneroso compito di spulciare il gioïnale, per i due periodi
riguardanti Fuzelier, rarissime sono le volte i'n cui rappresentazioni dei.
tre gïandi autori costituiscono oggetto di « extraits » ; 'soltanto la Princesse
d'Elide offre un esempio di cïîtica un po' partico'lareggiata, mentre per
le altre opère non si va al di là deU'« excursus » storico-erudito con prevalenza
Sel giudizio di merito sull'arte degli attori. Il gusto del secolo, peï
molti versi rimasto ancoïâto sulle forme del récente passato, e ori'entato
verso il nuovo e il diverse; e naturale quindi che il « Mercure » précéda
il pubblico per questa viia e ne e un esempio la stragrande maggioranza di
opéras esaminati d'al 1744 in poi, in coincidenza con una nuova rinasdta
dell'Académie Royale de Musique e con gli orlentaînenti delte classi dîrigenti.
All'Opéra e decUcato da Fuzelier l'ultimo periodo della sua proliflca attîvità,
i-nmata nel 1701 'alla Foire, e qu'esto lavoro, coincidente con il se-
30 Avis à un journaliste, m « Metcure », cit., p. 14.
31 De la Tragédie, pp. 14-7.
22 Ivi, pp. 18-9. Passando all'esempllficazione, l'anommo afferma che la comprensione
del Cid sarebbe stata più compléta se si fosse fatto l'esame dell'originale spagnolo
— difetto che sembra essere rimproverato alla cfitica fatta daIl'Académie
Française aUa tragicommedia di CorneiUe. Sx eliminerebbe, inoltre, il pregiudizio che
la Phèdre di Racine non passa essere un soggetto adatto ai teatro inglese: ne e prova,
per l'anonimo, la fedra di Smith che ha preso da Radne quasi tutto l'intreccio di
Phèdre e di Bajazet
23 Per Racine, vengono esaminate Esfher (la rappresentazione), Iphigénîe, e Bajazeî
(«Mercure», gm.-lugl. 1721; ag. 1721). Di Corneille vengono prese in considerazione
Poîyeucîe e La M.ort de Pofnpêe (mar. e ag. 1722); quanto a Molière, abbiaîno
Fesame del Bourgeois gentilbomme e della Princesse d'EUde, ag. 1721; febbr. 1722).
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condo periodo giornalistico, fu molto probabilmente 11 più importante, se
le poche préfaces che ci permettono di rilevare qualche suo t'ratto teorico
si riferiscono all'edizione delle opère da lui fornite al tempio della musica
e del canto.
Discreto intenditote di musica ed abile verseggiatore, Fuzelier, dopo
aver cridcato a lungo e, quasi di preferenza, parodi'ato tant! opéras dei
suoi colleghi, intensifica la sua collaborazione, che, flno a quel momento,
era stata sporadica, alla célèbre Académie, tentando di apportare quelle
innovaiaioni che egli riteneva necessa.rie per risoU'evare le sorti del troppo
sfruttato regao di Quinault e Lulli.
NeU'avvertenza al Ballet des Ages (1718) vl sono due 'notevoli affermazioni
riguarda'nti i rapporti tra la musica e la oemmedia, da un lato, e le
caratteris fiche neoes'sarie alla creazion'e Ai un balletto, dall'altro. Il nocciolo
'delîe lotte fra i teatrini « forains », patrodnati da Puzelter, e i teatri
uffidali 'era costituito dal divleto di parola e di canto, fatto ai Forains^
per eludere il quale 'si avvlô il processo di elaborazlone ÀelVopéra-comique,
in cui Pelemento musicale era non mena indispensabile di quello drammatico.
Qui Fuzelier esprime quasi lo stesso coûcetto, ribaltando i termini
'del problema ; tuÈtavia e da notare che non si ttatta più di affermare
la compatibilità della musica con il « comlque », bensi. di presentare
delle innovazioni nel lavoro del librettista.
Questi, i'nfatti, traeva i suoi argomenti dalla mitologîa dassica. dai
classici itallani o dai poemi cavaUereschi, mentre Fuzelier afferm'a la plena
libertà dell'autore nello sceglîere i suoi temi da qualsîasi fonte, 'secondo
il triplice criterio della diversità, della va-rietà e della novità. Cosï, nel
Ballet des Âges vieïie data la formula compositiva del balletto:
,., Je n ai prétendu donner qu'un tissu de maximes enjouées, liées par une intrigue
légère, qui pût occasionfier des Airs gracieux et des Danses variées. C'est ce me
semble, ce qui doit constituer le fonds d'un Ballet35.
e, nelle fêtes Grecques et Romaines (1723), riprende il suo pensiero, criticando
Peccessivo uso di stereotipi. della mitologia classica e riaffermando
Foppottunità di una libertà di scelta, operata nel nome della « verosimiglianza
» e dettata da uno spirito di « moderna » sensibilità .
Gli stessi criteri vengono îi'baditi nella Reine des Péris (1725), quando
Fuzeli'er inizia ad ispirarsi ai -soggetti orientali, îion cuovi per lui, ma certamente
per l'Opéra:
24 « ... J'ai crû que ThaUe avait des droits sur la Musique, aussi bien que Melpomène.
Je ne ferai pas une longue Dissertation pour prouver que le genre comîque
n est pas incompatible avec les beautés de l'Harmonie » (Avertissement al Balleî des
Ages, in Recueil Général des Opéra (1671-1745), Paris, Ballard, 1703-1745, t, XIÏ
(1734), p. 319).
25 Avertissement, cit., p. 319.
« La Muse lyrique n'avait jusqu'à présent tiré ses Poèmes que de la Chronique
des Amadis, de l'Ârioste, des Mètamorplïoses d'Ovide, du Tasse et d'auttes semblables
Auteurs. La France n'a encore soumis que la Fable à la Musique; l'Italie plus hazar-
112
On a crû que les merveilles des Péris et des Dives pouvaient succéder aux miracles
des Dieux de l'Antiquité, et aux prodiges des Enchanteurs et des Fées de la Chevalefie
errante37.
Ritroviamo iûfine tutti questi motlvi n.ell'avverte.nza a Les Indes galantes
(173.5), capolavoro di Fuzelier e Rameau, ed uno dei maggiori e più
durevoli successi del secoîo, appunto per la sua novità, per la sua singolarità
e per quel tanto di esotico che era ormai il gusto dominante delîa
sodetà di Luigl XV28.
Come si puô notare, Fuzelier non intende assolutamente teorizzare sulle
produzioni deU'Opéra, ma presentare al suo pubblico, del quale si preoccupa
di cogliere desideri e suffragi, le direttive che lo haîîno determinato
a s'eguiire una cefta via e le motivazioni essenzi'ali di una scelta personale.
Il tema del pubblico ncorre frequentemente 'nei pochi scritti di Fuze"
lier, nel senso che egli attribui'sce a questo la funzione di giudice ed alleato
d'elPautore drammatico nella sua attività. ïn particolare, Fuzel'ier si appella
al publie ogni volta che tenta di far 'acoettare una sua particolare conoezione,
quasi 'sempre inaovativa, 'del teatro; esso si accompagna poi all'altro motlvo,
strettamente connesso, della critica dei cosiddeÈti « connai's'seurs » e
del-la cahaîe, il cui peso sull'attività di Fuzelier fu sempre particolarmente
rilevante,
Un vero attacco alla cabala egli lo sferra nella prefazione all'edizione
della sua commedia-parodia del 1719, Momus fabuliste, che e una giusdficazione
delPanonimato preso da Fuzelier e mantenuto a lungo nelle rappresentazioni
al Théâtre Français. Nella lunga e sistemadca difesa del suo
operato , Fuzelier, dopo aver precisato i limiti della vaîidità dell'i-ncognito
ed esaminato le varie reazloni che esso ha suscitato, intercalando al discorso
delle favole allegorich'e, entra nel merito della polemica:
deuse a placé dans ses Opéra les événements de PHistoire. Les Scarlatti et les Buonondni
ont fait chanter des Héros que Corneille et Racine autoient fait parler,
Enhardi par ces exemples, on s'est dispensé de glaner dans les champs trop souvent
moissonnées de la Mythologie et du Romain. Heureux si on est approuvé en ouvrant
aux Poètes du Théâtre chantant, une carrière digne d'occuper les Génies amateurs du
vraisemblable » (Préface a Les fêtes Grecques et Romaines, in Recueil Général des
Opéra, cit., t. XIII (1734), p, 265).
21 Avertissement a La Reine des Péris, in Recuil Général des Opéra, cit.j t. XIII
(1734), p. 321.
28 Cfr. Avertissement a. Les îndes galanîes, in Recueil Général des Opéra, cit.,
t. XVÏ (1745), p. 78.
39 E intéressante notate che questa valida e motivata giustificazione dell'anonimato
si trasforma in critica accesa nella polemica sostenuta da Fuzelier contro l'abate Pellegrin
a propisito deUe due commedie che questi fece rappresentare anonime al Français neî
Î722, Ma e giusto sottolineare che Fuzelier, mentre si serve dell'anonimato del Mofîsus
fabuliste per poco tempo e per controllare le reazioni dei critici, non giustffica iî comportamento
deîl'abate, sospettandolo di frode e di malafede; in pradca, PeHegrin,
constatata Fmfelice accogllenza tisetvata allé sue commedie, preferisce vederle attribuîte
a Fuzelier, il quale e perciô costretto a sconfessare una paternità sospetta e poco meritoria,
non esitaado a ricorrere all'intervento del potente cardinale Du Bois.
113
Ces longues et ennuyeuses Dissertations sur le chapiÈre d'un Ecrivam sont le partage
de ces CMnmentateurs bruyants, qui se font un Cabinet littéraire de tous les Cafés,
et qui là regardent comme convaincus de leurs opiûions tous ceux qu'ils en ont
étourdis 30.
NelPaffermate il suo disprezzo per questi critid a tutti l costi, l'Autore
proclama il suo diritto aMa parodia alla quale nessun autore puô sottrarsi
e quindi critica tutti colora i quaii credono di riconosoere questo o quel
personaggio reale n®i perso-naggi in azione sulla scena, creaado perclô una
coalizione del pubblico contro l'autore .
Il tema della cabala e ticorrente in quest'anno 1719 che riflette una
fa'se acuta nei burrascosi rapporti fra i vaïi teatri parigini e i-1 Prologo allé
tre commedie3a che Fuzelier présenta ptesso gli Italiens, oltre ad essere
un tentativo d'innestare la formula « foraine » aUa tradizione « italiana »,
rappresenta un a'itro atta'cco alla critica forsennata del momento In questo
assalto i puîiti di contatto con la prefazione di Momus fabuliste sono
fréquent! e notevoli, sia nello spirito che nella lettera, mentre la conclusione
contiene un appello al parterre, ch'e e il comspettivo del publie
i'nvocato negli avertissements 3S. E da sottolineate perdô il fatto che il
motivo della cabala cosrituiva il contrappunto della vita teatrale del tempo
e insieme un ricordo letterario delle famo'se vioende di Tarfuffe e di
Turcaref, queste ultime molto vicine allé recriminazioni di Fuzelier .
Se Fuzelier non fu critico teatrale e non scri-sse delle opère di estetica
teatrale, tuttavia difese vigorosamente 11 diritto degli autori alla critica
dei teatri t'rasportata sulle scène sotto foïma drammatica, affeïmando cosl
îa piena vali'dità della parodia drammatica, sostenuta dalTaccademico
abate Sallier e dal colto direttore degli Italiens, l'attore Luigi E-iccobo'ni.
Già îiella prefazîone 'a M.omus fabuliste, come già abbiamo yisto, Fuzelier
lia mode di esprimere con energia e dedsione le sue idée, pur se
spinto da motivl polemid verso il pluripaïodiato Houdar de La Mette:
La critique en^ouée des ouvrages d'esprit a de tout temps été permise. J3n n'a
pomt vu autrefois l'IUustre Monsieur Racine se plaindïe des Parodies de Titus et
de Phèdre,,. les vers de Monsieur Racine sont pourtant aussi respectables que d autrès...
Les bons esprits n'ignorent pas les privilèges de Momus et que sil lui est
permis de peindre les vices, il est encore plus en droit de peindre les défauts dès
qu'il se renferme dans les bornes présentes par la sagesse de Thémis 35,
30 Préface a. Momus fa-buîiste, Paris 1719, T éd.
31 «La calomnie se glisse souvent où h'entreroit pas le calonuiiateur; la louange
marche en tortue, et la calomnie a des ailes... quand la Cabale se charge offideusement
de peindre un Auteur, son portrait doit être joli; surtout, quand c'est un Auteur peu
répandu qui évitant avec soin de lire ses ouvrages, perd tout le fruit^qu'i^ poufroit
tirer des conseils délicats des personnes éclairées de la Cour et de la Viile^et risque
outre cela d'acquérir une ïéputation d'indodlîté... » (Préface a M-omus fabuliste, cit.).
32 La Mode, La Méridienne, Le Mai.
33 II prologo e interamente perduto; un riassunto essenziale e nportato nel resoconto
del « Mercure »di Maggio del 1719, allé pp. 166-68.
34 Cfr. A.R, LESAGE, Turcaret, a e. di M. Spaziani, Milano, Mursia, 1965, in particolare
la Critique de « Turcaret », pp. 32 e 179.
35 pysface, cit.
114
l tre elemeûti che si po&sono ïicavaïe da questo passa si îitrovano
nell'avvertenza al Serdeau des Théâtres e in Parodie, del 1723: nel prima
SOQO biasimati gll autori che non lianno seguito Ï'esempio di Qulnault
e di Racine e 'si sono lamentati delle parodie, di cui e riaffermato il diritto
alla cririca ; nella seconda, Parodia in persona afferma con forza le sue
prérogative specifidie, insegnando ad Arlequin la tecnica parodrstica e
îoÈta'ndo cont'ro la congiura ordita dalla Musa della tragecîia e dagîi autori
della Comédie Française (La Mette e Voltaire, in païtlcolare)37.
Tutt'avia, nell'avverÈenza, si trova un nuovo elemento, che poi si rintracera
nel Discows sur les parodies del 1731: 'l'affennazione netfa che
la parodia^non discredita le opère e gli autori, ma intende correggere soltanto
i difetti vistosi, pur riconoscendo il merito e la validità delle opère
criticate II conoetto e poi am'pHato con una considerazioiie pratica, quando
Fuzelïer, dicliiarando che se le opère criticate non avessero successo,
non ne avrebbeïo nemmeno le loro parodie, intende afferiïiare che queste
spesso po'ssono contribuire a confermare ed accresoere i giudizi positivi
e il sucoesso deîle opère teatî'aïi, un succes'so — aÛude l'Autore — In gra'n
parte di natura finanziaria3S.
L'Abate Sallier, in una sua dotta di'sserÈazlon'e rifacendosi ad antecedenti
classici e a Boileau, aveva defirdto U génère come una fiction che mira
alÏ'utile e ai veîo s0: la parodia deve occupaî-sî •di pièces note e stimate
universalmente e l'imitazione deve essere fedele ed esatta perché il carattere
deUa païodia passa -risultare naturale, senza sforzature ed affiorante
cWle^cose ete'sse; essa inoltîe, ha la fuazioae d'i s'alvaguardia del gusto
e dello stile, soprattutto quando il suo oggetto e uB'opera teatrale .
Luigi Ricmboni ri'solve le argomentaziomdell'atiuco abate dal punto di
vista 'dell'uomo di teatro; egli ricostruisce la storia della parodia, ne disti'ngue
le forme, ma 'soprattutto considéra il génère non ta'nto come una
satira viva, quanto come una sicura difesa del gusto teatra'le e ne concepisce
l'appllcazione nella funzione tutta tecnica •âi evidenziare i difetri di fonda
dl un opéra teattale, 'd'all'ideaziotie 'alla struttura e alla corrispoûdeûza fïa
tema e azio'ne 'drammatlca; nella critica ad un'opera .di La Mette o di Voltaire
egli vede percià la censura dgli errou contro la tecnica o contro
la morale .
Fuzelier, hivece, 'n'el Discours sur les Parodies42, risponde a tre 'accuse
Cfr. Avertissement al Serâeau des Théâtres^ in Parodîes du Nouveau Théâtre
Italien, II, Paris 1738. Le idée ai Fuzelier soûo state esaminate da M. Spazianl, in
appendice a CorneîUe e Racine alla foire, m francesi in Ifâlia e îtdmni in îrancia,
•^omiLlcl<31' a^.e PP- Z8~9) _dove sono ïaccolti i passi che qui menzioniamo.
37 Çfr. Parodie, in Parodies... cit., pp. 211-12.
33 Cit. Avertissement, at,
39^Cfr. SALUER, Discours sur Vorigine et sur le caractère de la Parodie, cit in
M SPAZÏANI, Francesi in lîaÏia e Itaîiam in Francia, cit., p. 54.
40 Çfr. M. SPAZIANT, francesi in îtaUa e lîaliani in Franciâ, cit., pp. 54-5.
" CÎ.Ï. X. DE COURVILLE, Luîgi Riccobom dit Lélio, dt,, pp. 12.5-26.
4\Edito come prefazione allé• Parodies du 'Nouveau Théâtre Italien nel 173.1. e
riveduto dopo la seconda pubbHcazione deUa memoria deU'abate Sallier nel 1733
115
1i ^ La Motte; che le parodie siano ^ une espèce de bouffon- sî^i^^iI:^eï^u31rlrlpAbiïo'^lsïaun'buon
m^ri,S ^S'n« "oya difficdtà_nd^epli^e^^
.SÏ ^ cS'uS^n^a ^Ae riâicoÏi^ 'solt^o^a v^^
p^^^^^ "^"^^^tre^^gew^tlrim^:
^STsuîc^eTariï?mccoe"Km:umoA'^^^^^
mono sentimenti nobili senza praticarli):
l'art, et très souvent à la raison43.
"E. avendo cosï replicato anche dla seconda accusa, ^2elleï,neuon^-
te r^d^^e^cT^ paroteaja ~^^^^^e^ Smanïo0^^\^^m~£eEÎAytlwen dmigrato le ribadendo
la vocazione .drammatico-spettacolare dei geaere:
.^^^Ï5.^. M ?e^SS aux observations qu'il a entendues,..".
Infine, un-ultima frecdata a La Mette e oe^enut^nej.fem.azione -
la parodia"noûi~un attaoeo personak rivolto agli auton, ma
...un Uin^^cen^rm^ ^^^/^\SO^S §S,^S<£
en arrachent le M-asque 45.
rDa quanto abbi^mo ïiferito, e e^dente^che ^,^fesa,deulPMOtl
'd^^^metterTm luce> valida ^ica^dra^m^?i
^la3^i î^»°^lemiï'aiia'ddini2îone^^?mï:
^oTd^ÏraTdeî oecr^re^
2daTl-^?^csaÏ^^^^
?aame^TZ"meSIoïiteuo^i;o7r;pmto e peivaso di
tecnica dîammatica.
Prima di oencludere, vogliamo accennare alla scena,deua, co^^t^p~ poSf ^TFeuzSrïu-^^i^^^^^ Mo'ije che-
£' pïïkaFsarebbe l'autore stesso deUa oemmedia.
£ë^^S^a.^S-^^^ics^^^
edizione dd Discours, del 1738.
43 L. FUZELIEE, Discours... cit., l, p. A^i^
44 L'. FUZELIER, Discours... cit., I, P_^xvlu-
45 L. FUZELIEÎÎ, Discours... cit., p. AAAJ-.
116
La figura della coquette era tradizionale nel teatïo fin dal Seloento ed
anche Fuzeliet ne aveva fatto dei ritra'tti non di'sprezzabîli, ad esempio
nella Mode ; egli era perciô particolatmente idoneo ad espnmere u'n giudizio
di meïito Ora, egli non e cT accorda con l'afticolista die definisce quel"
la scena « parfaite dans 'son genre », perché essa manca di naturalezza:
Rien n'y est sentiment, tout y est réflexion, et quelle réflezion encore! une réflexion
raffmée, et quelquefois outrée. Un style qui loin d'être ingénûment coquet, se montre
paré, non seulement des omcments, mais encore des affiqucts de l'éloquence 4Ï.
Nel 'rilevare i difetti, Fuzelier esprime quindi le sue opinioni sul modo
di creare un carattere e di confi'gurare un peïsonaggio: e mnaturale che
una « coquette noyice » 'si présent! sull'a scena peï recita're il 'li'ûguaggio della
« métaphysique galante » — che egli non accettava — infiorettatodl madrigal'l,
che qui'ndi •sono totalm'ente fuori luogo. Ma il difetto più grave e il
non aver centiato il caratteie 'del personaggio:
La Coquette^ naissante devoit être coquetfce sans le savoir; elle ne devait point être
si exactement informée de ce qui constitue la gloire de son état, et des prérogatives
brillantes ^qm y sont^ attachées. C'etoit à eîle à laisser échapper des traits de oequetterie,
et à Mercure à les défmir48.
Queste 'sono rifiessioni preziose, fatte in nome della verità, <lell'a semplicità
e 'deîla naturalezza: arrischieremmo volentieri Pipotesi che queste
idée provengano a F^izelier da un précisa modelîo. La Coquette dï Regnaî-d,
autore con al quale Fuzelier ha molÈi punti di co'ntatto.
Tutte queste considerazioûi conducono alla conclusione che Fuzelier fu
un vero uomo di teatro, dalla larga erudtzione, e un attenta conoscitore
della 'storia del teatro. Se egli non voile ess'ere un « dogm'atico », oertamente^
si puè spiegarl'o con il fatto clie egli consi'derô il teatro come uno •speîtacolo
compléta, aperto a tutte le forme e a tutti i veri taîenti, che sfuseisse
allé sottigliezze ed ai canoni dei dottl e dei teorici, ma che costituisse
un veïo e proprio divertiïnento per il pubbltco che frequentava le sal'e dei
tea'u-i.
Quel che per lui era es'senziale era ïaggmngere l'accoïdo dell'autore con il
suo pubblico, di cui doveva seguire •e, ancor meglio, precedere il gu.sto e gli
ofientam'enfi, mentre rico'nosceva come unici canoni estetici la semplicità,
la verità, la varietà e la 'naturalezza.
Più che il critico « deî teatro », in senso estetico, dobbiamo allora cercare
il critico « neî teatro », colui cioè che cou la critica, esercltata con le armi
della satira, pro'duce sp'ettacolo e quindi divertimento per il pubblico. In
questo senso, particolare importanza assumono le parodie, spedalmente
quelle « italiahe »,
Louis Fuzelier critico drammatico
al « Mercure de France »
Le rioerche e gli 'studi recenti sulla Commedia deîl'Arte in Fra'ncia e
sulla sua trasfoïmazio'ne operata dagli autori d'Oltralpe sulle scène parigine
han'no nesumato l'opeïa di Louis Puzelleï — fecondo e multiforme
autore, attivo su tutti i teatri, maggiori e minori, di Parigi — la quale
s'ins'erisce inel panorama teatrale del prima Settecento, in un momento in
cui, all foire e poi al Théâtre Italien, la Commedia dell'Arte subisce
l'ultima fase della sua evoluzione die, mentre tenta il récupéra di forme
e tipi tradizionali, si adegua 'sempre più allé esigenze ctel teatro francese.
La studio isuITopera di Fuzelier acquista un valore di documentazione
storica ri'levante allargando e completando in certo modo il campo, già
vasto ma non esauriente, delîe ricerche fin qui svolte.
In questa prosp'ettiva, si sta svolgendo un'mdagme sugli inedlti del
nostro poco conosciuto Autore, t risultati clella quale saranno raccolti in
un volume di prossima pubblicazione, almeno per la parte riguardante
l'attîvità e la coUaborazioine prestate al Nouveau Théâtre Italien dl Luigi
Riccoboni. Qui se ne vuole offrire un primo contributo parziale, la ricerca
cioè di una possibile teo'ïia estetico-drammatica e critica, ma'ncante del
resto neU'opera, attraverso lo studio dell'attività di redattore teatrale
svolta da Fuzelier in quel banco di prova — ma anclie fonte dï occupazione
lucrativa — che fu il « Mercure de France » per tanti autori di teatro
nel Settecento.
Nell'amblto di questo studio inoltre si colîoca una brève analisi del
ruolo svolto dal gioi-îiale nella vita teatrale cfell'epoca e di quello rappres'entato
dagli autori, in quanto « giornaliisti », impegnati nella rlsoluzi'one
di divers! e delicati problemi, che nascevano dal tenÈatlvo di orientare
l'opinione pubblica sulîe manifestaziom teatrali deUa capitale del regno.
Tentare di ricostfuire la posizion'e teorico-critica di Loui.s Fuzelter
sarebbe uïi elemento ulteriore di approfondimento della vita teatrale del
primo Settecento, di cui egli fu uno degli esponenti più vivaci, se chi si
accmge a tale compito non si trovasse di fronte alla scarsezza di documenti
e di testimonianze che impediscono di rintracciare il filo conduttore,
attraverso le miriadi di allusioni o di battute satiriche, disseminate qua
e là nell'opera, e clie sottintendono un précisa intenta critico, se non ideologico.
La personali'tà di FuzeBer, infatti, e delle pîu misteriose, per la
105
mancanza dï fonti biografiche e critiche clie ci iUuminino sulla sua vita.
sulla sua formazione culturale, e sulle sue molteplid attlvità 1.
Possiamo tuttavia intuire, da queUe poche sonite polemiche provocate
dalle vîcende teatraU che lo riguardano, che egli fosse molto schivo e naturalmente
riseïvato e che tale carattere si trasferîsse nella sua opéra, con
l'evitare di assumere posizioni di teorico cui non credeva z.
In fonda, Fuzeîier, fornito dl uno spirito molto caustico, pîeferiva fare
deUa satira bonaria, evîtan'do di mcorrere nei difetti che rilevava neglÏ
aîtri: tutta la sua opéra starebbe quasi a dimostrare l'occasionalità deî
suo nascere e insieme U g-usto per un'attività intesa come puro « divertiss'emest
», sen2:a complicazioni mtellettualistiche, diretta da un certo ^usto
medlo che e poi quello del suo tempo, e perciô variabile.
Per^valutare quindi la posizione critica di Fuzelier dobbiamo raccoglieïe
e riunire quel pochl elementi che possano servire a delineare gli onen.
tamenti generali e di gusto deU'autore riguardo allé tecniche dramma£iche
e alla vita del teatro m générale. Esamineremo perdô la sua attività di
redattore teatrale al « Mercure de France » confrontandola con le dichiarï
zioni programmaticlie che egli prepone all'iniizlo della sua attività giornalistrca
e con préfaces e avertissements delle sue opère.
SuII'attività di Fuzelier al « Mercure » si hanno poche notizîe, dovute al
^ia^an,df^. q^le. fi^s_a.le 4?te di coUaborazlone al giornale ai periodi
1721-1724 e 1744-1750, sulla scorta delle testimonianze di Maïais e
Barbier, che ^ parlano ad privilège ottenuto da Fuzelter neli721enei
1744 \ma, dopo un esarae del « Mercure », noi pensiamo che le date siano
da rettificare.
Quanto al prîmo periodo, alla morte dell'abate Buchet, succeduto a Le
Fèvre^de Fontenay nella direzione del giornale (gennaio 1717), il prwÏlège
viene oencesso a Dufresny, La Roque e Fuzelier e, dopo la morte di
Dufresny^ottobre 1725), al solo La Roque4 con il quale Puzelier collabora^
fino al 1722. E in quest'anno che alla rubrka teatrale subentïa l'abate
Pellegrin, autore di teatro, interdetto dai sacri uffici, per la sua attività,
/ Util! ma non esaurienti e son sempre esatte sono le informazioni date dal
Ma^andet, che perô^ e l'uuico aci avère finora raccolto del materiaïebiobibiï^^^
su Fuzelier; cfr. A. MARANDET, Manuscnts inédîts de la famille Favar^ de ' Fuzeîier, de
et de divers auteurs du XVIIIe siècle, Lille-Paris 1922.
3^ A proposito del Nouveau^ Monde (1722), commedia deU'abate Pellegrin, ai cui
egll ha appena letto la prefazione aU'edizione reoentissima, FuzdÏer cosï sï esprime:
«^... en parcourant sa Préface, j'y ai rencontré partout le ton doctoral d'un Ecrivain
^r-ct.ru ,desoa G?ê'ïte; <îuant à moi' 1e n!ai Jamais pris le ton âogmatique, et
ne me sieroït pas » (Dêsaveu autentique tait par M. Fuzelier de la 'Comédie du
î, et de celle de l'Oracle de Delphes, m « Mercure de France "». die.
1722, p. 187; U corsivo e nostro).
rLcfr;_ATMAI^NDETÏ Man^cnîs inédifs... cit., pp. 52 e 82-3 in nota; M, MARAIS,
MëTÎes' II),P- 168 e,E'-r'F- BARBIER, }oumal,IÏ, pp. 27Ï-75,"citari"darMa^nde^
del tectativo fatto da Fuzelîer'neÏ 1740.
.1\ï\^pnvllege viene Pubbîicato nel^Mercure» del 172f(giu.-lugl.) e rîprodotto
^novj; quello concesso a La Roque si trova nel numéro di g"ennaio del 1726.
106
dall'arclvescovo di Parigl, e fruitore di una pensione al « Mercure », dove
s'incarica delle cronache teatrali .
Da un passa dei Parfaict, [a pïoposito del Serdeau des T-héâfres di Fuze-
.lier (parodia del Banque! des sept sages di Delisle, delle Noces de Gamache
di Gaulîier e del PirUhous di Le Serre) risulta che Fuzelier era m lite con
La Roque (ma non se ne conosce il motivo), che questi e il titolare del
« M'eïcure » e che Pellegrin già nel 1723 curava i rendiconti teatrali, la
rubrica cioè di. FuzeHer .
I/abbé Pellegrin — e non •solo lui — non gradiva molto lo spirito satirica
di Fuzelier, e non accettava volentieri le parodie allé proprie opère : una
prova di questa freddezza di rappoïti e data dalla poîemica sulla commedia
Le Nouveau Monde, che spin'se Fuzelier, al quale essa era attubuita, ad attaccare
sut « Mercure » 'l'abate i'1 quale, dal canto suo, recensisce negativamente
le parodie di Fuzelier del 17_23-1724 e condanîia la parodia
come génère e gli speÈtacoli della Foire .
Dopo essersi difeso pubbUcamente dalla malignità del critici che, 'suJla
base deU'anonimato, pretendono attribuirgli VOracle de Delphes, altra
commedia di Peîlegnn, rappresentata anonima e poco fortunata , Fuzelier,
concludendo la polemica con un ringïaziamento pubblico ïivolto alpotente
Cardinale Du Bois, fa una rassegna delle reazio'ni susdtate dall'mtervento
del Primo Minist'ro e lascia intravvedere il momento del 'suo allontanamento
d'al <;< Mercure ».
Confessando iafatti ad una sua poco identlficata mterlocutrice il proposito
di inviarl'e una critica del Nouveau Monde, Fuzelier si scusa di non
metterlo in pratica perché
... il y en a une dans le Mercure de Janvier dernier que vous pouvez lire; je^ vous
dirai pourtant que l'Auteur de cette Critique me paraît souvent trop favorable à
Fouvrage qu'il censure: vous vous en apercevrez; je ne pense surtout lui passer
l'éloge qu'il prodigue à la Scène de la Coquette 9.
Fuzelier dunque nel gennaio 1723 non e più redattore del giomale di
cui conserva il privilège ? e, forse, non lo e mai stato; comunque, se egli e
5 Sull'abbé Pellegrm, cfr. Sibliographie Universelle (MICHAUB, t. XXXÏI, pp. 393.;94).
6 « L'Auteuî- de Metcure, sx exact à donner les Extraits des pièces ^nouvelles, oublia,
ou voulut oublier celle-ci. M. Fuselier était alors brouillé avec M. De La Roque,
titulaire du Mercure, et de plus l'Abbé Pellegrin avoit travaillé à l'Opéra de Ph-ithous.
Comme cet Abbé était chargé de rendre compte des pièces nouvelles, il hu auroit
été dur de rappeler au publie les défauts qu'on reprochait à son ouvrage» (PARFAICT,
Dîcîionnaîre des Théâtres, V, p. 116; la parodia di FuzeUer e del febbraio 1723).
7 Cfr. Lettre de M.. FuseUer à Madame la Comtesse de... au sujet de la Comédie du
Nouveau Monde, in « Mercure », ott, 1722, pp. 42-5; Dêsaveu cit.
8 Lo stesso contenuto del Dêsaveu si trova ifi una lettera del 28 dicembre 1722
inviata alla stessa Contessa, alla quale Fuzelier scrive anche il 29 dicembre per^sollecitare
l'interveato di Du Bois: entrambe sono state pubblicate dal Marandet {Manu-^
scïTts inédits... cit.,pp, 79-80). Le notizie riguardanti YOracle de Delpehs sono nel
« Mercure » (ort. 1722, p. 105 e die. 1722, pp. 139^0).
9 Lettre de X Fuzeîier à Madame la Comtesse de *i!i\ in <•; Mercure », febbr. 1723,
pp, 287-90. La critica al Nouveau Monde venne pubblicata sotto forma di lettera anomma
nel « Mercure » del genaaio 1723, allé pp. 135-57.
107
stato il curatore dei rendiconti teatrali, la sua atdvità ha termine alla fine
del 1722, e mon nel 1724 come afferma il Marandet.
Dopo un vano tentativo fatto nel 1740, Fuzelier ritorna al giornale solo
alla morte di La Roque, quando ottiene, nel 1744, il privïlège insietne
a La Bruère,
Fuzelier, tuttavia, cess'a di occuparsi del giornale fin dal 1749, quando
chiama pressa di se a collaboraîe 'alla rubrica teatrale, Remond de Sai'nte-
AIbine: in una nota del gennaio 1749 questi viene iindicato come curatore
di alcuni « extraits » e, dalla diversità di stile dei rendiconti, si nota che
Rémond e ai « Mercure » dal 1748, mentre dal maggio 1749 le cronache
secche e brevi dovute alla sua penna 'sostitui'scono le consuete cronache
di Fuzelier.
Egli, pur conservando il privilège fino alla sua morte, non e plu al
gxomale: in quell'anno, infatti, curava all'Opéra l'allestimento del suo Carnaval
du Parnasse , E dmique Fattività gio'mallstica puo esseïe deîimitata,
îiel suo complesso 'negli anni 1721-1722 e 1744-1749.
Ma quai e il carattere della tubrica in questi aruii e come si puô deîineare
un profila della critica teatrale di Fuzelier? Non e molto agevole,
in venta, discernere gli arti'coli appartenenti a questo o a quelîo scrittore,
in qua'nto parecchi redattotii (uomini di teatro) si altemavano nei
rendicond (Dufresny, La Bruère, Pellegrin, Saint-Albine). Gll artioeli
poi, sono degli elenchi ai date, opère, autori e attori, divisi secondo i teatri
in cui le opère venivano rappïesentate, ed offrono qualche intéresse storico-
erudito^ m'a nessun puûto di vista critico-estetico n,
Nel presentare l'impostazione del giom'ale, rinnovato nel 1721, Fuzelier
indica come criterio générale della rubrica teatïale l'mdipendenza di
giudizio deU'ardcolista e l'asso'luta impaïzlalità nel rencîere conto d'elle
varie stagioni tea'trali. In questa prima esposizione si esprime quindi l'esigenza
di informare il lettore, determinata dal cî-esoente iîïteres'se che il
pubblico mostfa verso il teatro, e parimenti il desiderio di dare dei giudizi
equi in opposizione alla cabale die dlsorienta >I'opinione pubblica riguardo
al merito delle opère teatrali12.
Quindi Fuzelier traccia le linee dl una critica drammatica che sia saggia
ed illuminata e che investa tutti i teatri, compreso il Théâtre Français:
10 Su Sainte-AIbine, cfr. MICHAUD, t. XXXV, p. 397. Le Carnaval du Parnasse fu
rappresentato îl 23 ottobre 1749 e aon in settembre, come affefmano i Parfaict (Dictîonnaire
des Théâtres, II, p. 49).
11_A proposito del dramma, il Gaiffe sottolinea: «...la critique dramatique, telle
qu'elle est comprise alors, n'est guère de nature à orienter nettement dans un sens
ou dans l'autre le goût du publie; les articles consistent surtout en une analyse extrêmement
détaillée de la pièce, avec quelques observations menues et mesqumes sur la
marche de Faction et le développement des caractères, encadrées quelquefois de considérations
générales d'une désolante banalité; aucune idée directrice n'apparaît... il
faut feuilleter des volumes du Mercure ou de YAnnée littéraire, pour découvrir une
discussion un peu approfondie sur un point cî'esthétique théâtrale». (F. GAIFFE, Le
drame^en France au XVIIF siècle, n. éd., Paris, Colin, 1971, p. 127)-.
12 Cfr. «Mercure», giugno-IugUo 1721, p. SI.'
108
11 serait à souhaiter quTi! parût souvent des Dissertations exactes, qui développassent
l'art, les beautés, et les défauts d'une Pièce, qu'un Spectateur ne peut toujours saisir
dans îa représentation. C'est d'ordmaire par des critiques sages et éclairées qu on
trouve le chemin de la perfection. Quoique le Théâtre Français ait de grands avantages
sur ceux de nos voisins, on ne saurait nier cependant qu'il n'y ait bien des défauts
à corriger, ce qui ne se peut faire qu'en marquant les ecueils de ce genre d'écrire 13,
Queste dichiaraziom costituiscono, nella loro dedsa affermazione di una
précisa funzione artistica della critlca drammatica, una premessa ed un'antidpazione
di quel che sarà la condensazione dei prindpi e la difesa della
validité positiva della critica fatta da Fuzelier nel Discours sur les paroaies
del 1731. Si puo sicuratnente affermare che queste sono le soie espressioni
che riguaïdino i teatri m génère, polché nelle varie commedie la satira
colpisce questo o quel difetto dei van teatri parigini senza discuterne
la 'natura o l'essenza, e tanto mena gll orientamenti estetici.
Quando Fuzelier ritorna al « Mercufe » nel 1744, ripropofte deUe linee
programmaticlie molto i-nteressanti, allorché riproduce un anonimo Avis
à un journaliste del 1737, che i direttori del gioînale dichiarano di voler
seguiïe fedelm'eîite.
Diviso in due partie ïiguardanti la commedia e la tragedia, esso si distmgue
subito per il tono polemico e per usa presa di, poslzion'e, che vorrebbe
essere equilibrata, ma che si risolve in un modernismo accentuato; l'anonimo,
in pratica, vuole 'sconfiggere il pregiudizio che prétende esaltare gli.
autorî del pas'sato e disprezzare quelli del présente, i oentemporanel.
Egli 'si lanci'a in una polemi'ca decisamente anti-Molière che nflette la
polemica di fonda svolgentesi in quel momento tra i critici ed iniziata
proprîo nel 1736 — un anuo prima doè della stesura deîl'A^j — da
Luigi Rkcoboni con la pubblicazione delle sue Observations sur la Comédie
et le Génie de Molière, neîle quasÏi il direttore dell'Hotêl de Bourgogne
riprendendo un'accusa lancîata nove anni prima, nelVHùîoire du Théâtre
Italien, fa un processo a Molière, di cui si evidenziano i plagi. Ma l'accusa
finisce col risolversi nella glorificazione fatta da un uomo di teatio
(Riccoboni) al grande uomo di teatïo (Mollère), di cui Lelio non puô
non 'sentirsi discepolo e ammiratore1 .
Nella polemica, Riccoboni, fin dai primi anni del suo soggiorno francese,
aveva avuto a fianco la redaziotie del « Mercure », da cui tuttavia
egli prende succès si vamente 'le di'stanze — quelle che intercorrono tra
un uomo cti teatro e un critico di teatro — a proposito della Prmcesse
d'EUde e del suo antecedente spagnolo. Il giornale, infattî, lïel rendiconto
deUa ra-ppresentazione svoltasi davanti a Luigl XV, riduce la commedi'a
di Mloliere a u'na traduzione di El desden con el desden di Moreto, di cui
il grande comico non avrebbe saputo sfruttare completamente le situazlo-
13 Article des Nouvelles Dramatiques, Des Spectacles, in « Mercure », giu.-lugl.
1721, pp. 131-32.
14 Cfr. X. DE COURVILLE, Luigî Kîccohoni dit Lélio, t. IÎI, Paris 1958, pp. 177-91
(cap, X),
109
ni15; Lelio, al contrario, afferma la plena originalità della commedia. Una
•difesa che ha una doppia motivazione: innanzltutto Lelio non era costretto
in questo caso a difendere il suo patrimonio nazionale — la querelle
era iniziata nel 1716 sul « Mercure » con un Parallèle des Comédiens îta~
liens et français dell'allora redattore Le Fèvre s; in seoendo luogo, l'autore
delle Observations, nel corso del suo lavoro di compulsazione delle
opère ai Molière, vemva accorgendosi dell'arte •di Poquelm e ne iniziava
la riabiUtazione.
Ma la polemica e laûciata e, al seguito dei vari critid corae Cailhava de
FEstendoux e Cizeron-Rlval, interviene anclie l'autore anonimo de\VAvis,
il quâle fa un esame comparativo delle commedie di Molièïe con quelle
dei contemporan'el, cui dà la preferenza, se non il merito assoluto:
Molière est le premier, mais il serolt mjuste et ridicule de ne pas mettre le
Joueur à côté de ses meilleures Pièces. Refuser son estime aux Mênécîsmes, ne pas
s'amuser beaucoup au Lêgataire universel, serait d'un homme sans justice et sans
goût, et qui ne se plaît pas à Renard (sic}, s'est pas digne d'admirer Molière n.
Quindi, avendo affermato cîi non voler fare discriminazioni fra gli
autori, l'aiïonimo cita come modelli di commedie Le Préjugé à la mode
e Le Gîorieux e respinge il criterio secondo il quale una commedia, per
es'sere giucHcata positivamente, debba mantenersi nelîa scia di quelle
molieriane, « car lorsqu'une Comédie, outre le mérite qui lui est propre,
a encore celui cTintéresser, il faut être de bien mauvaise humeur, pour
se fâcher qu'on donne au Public un plaisir de plus » .
Il difetto clie, percià, si rileva nelle commedie di MoHère, e la mancanza
d'interesse e soprattutto l'anonimo biasima Le Misanthrope, in nome di
precioe esigenze che qui vengono sottolineate, di sfiorafe il tragico.
Le Misamhrope sei-oit aussi suivi qu'il est estimé, il ne faut pas que la Comédie
dégénère en Tragédie Bourgeoise. L'Art d'étendre ses limites sans les confondre avec
celles de la Tragédîe, est un grand Art qu'il serait beau d'encourager, et honteux
de vouloir détruire..,19.
L'anonimo qui'ndi conclude il suo at'tkolo sulla oemmedia con alcuni
consigli. sulla maniera di fare rendiconto delle « pièces nouvelles » clie ci
15 Cfr. « Mercure », febbr. 1722, p. 124.
18 « Mercure », gm. 1716, dt,, in X. DE COURVILLE, Lwgi Riccoboni dit Lélio, cit.,
p. 178.
17 Avis à un Journaliste, in « Mercure », nov. 1744, p. 12.
18 Avis à un journaliste, in « Mercute », cit., p. 12.
19 Avis à un journaliste, in « Mercure », cit., pp. 12-3. Questo passa cl sembra interessante
perché potrebbe fornire una spiegazione dell'assenza della tragicommedia dal
teatro del Settecento, nell'ambito dl un gusto diversameate orientato e dai confini
precisi. E vogliamo riaccostarlo con un'aUusione di Fuzelier, tratta dalla sua commedia
Mélusine (1719), in cui nel magazzmo <iell'« Isle perdue», dove si trovano le rarità
perdute suiïa terra, si allinea, insieme al recitativo di Lulli e ai versi. di Quinault,
« la noblesse du ttagique et le plaisant de la comédie qui sont perdus depuis dix
ans » (I, 10). Rileviamo che quello che sella commedia sembra itomco rimpianto di
un génère drammatico scomparso, neS.Aws diventa una ferrea legge estetica.
110
sembrano interessanti per capire ciô che si richledeva ad un critico — e
ad un autore — in fatto di tecnica:
Exposer en termes clairs et élégants un sujet, qui quelquefois est embrouillé, et
sans s'attacher à la division des Actes, éclairdr Fintrigue et le dénouement, les
raconter comme une Histoire intéressante, peindre d un trait les Caractères, dire
ensuite ce qui a paru plus ou moins vraisemblable, bien ou mal préparé, retenir les
Vers les plus heureux, bien saisir le mérite ou le vice général du style,..30.
Per la tragedia, l'autore dell'articolo ribadisce le stesse affermazloni
generali: raccoma'nda, infatti, di non 'preferlre Sofocle e Euriipide agli
autori moderni; esalÊa Corneille — attraverso le parole di Fontenelle
e Racine ed infine esorta ad incoïaggiare i •successori dei due grandi tragici
fraîice&I, effondendosi qumdi 'jaell'elogio di Rotrou e Crébillon . Tuttavia
11 fatto 'nuovo che si vuol rilevaïe, in questo anicolo e l'incitamento
delFauÉore, rivolto ai critici, ad allargare l loîo ristïetti orizzoîiti e ad
esaminare una tragedia con crit'eri comparativi, comprendenti Fesame di
tragedie omonime di teatri stranieri .
Queste dunque le opinioni dell'A^'j che si riassumono in una condamia
di Molière, n'ella rivalutazione delle opère degli autori contemporanei e
m una générale assenza dell'esame delîe opère di Corneiîle, Molière e
Racine. Caratteristidie queste clie si notano anche nel « Mercure fr: se si
prende, infatti, l'oneroso compito di spulciare il gioïnale, per i due periodi
riguardanti Fuzelier, rarissime sono le volte i'n cui rappresentazioni dei.
tre gïandi autori costituiscono oggetto di « extraits » ; 'soltanto la Princesse
d'Elide offre un esempio di cïîtica un po' partico'lareggiata, mentre per
le altre opère non si va al di là deU'« excursus » storico-erudito con prevalenza
Sel giudizio di merito sull'arte degli attori. Il gusto del secolo, peï
molti versi rimasto ancoïâto sulle forme del récente passato, e ori'entato
verso il nuovo e il diverse; e naturale quindi che il « Mercure » précéda
il pubblico per questa viia e ne e un esempio la stragrande maggioranza di
opéras esaminati d'al 1744 in poi, in coincidenza con una nuova rinasdta
dell'Académie Royale de Musique e con gli orlentaînenti delte classi dîrigenti.
All'Opéra e decUcato da Fuzelier l'ultimo periodo della sua proliflca attîvità,
i-nmata nel 1701 'alla Foire, e qu'esto lavoro, coincidente con il se-
30 Avis à un journaliste, m « Metcure », cit., p. 14.
31 De la Tragédie, pp. 14-7.
22 Ivi, pp. 18-9. Passando all'esempllficazione, l'anommo afferma che la comprensione
del Cid sarebbe stata più compléta se si fosse fatto l'esame dell'originale spagnolo
— difetto che sembra essere rimproverato alla cfitica fatta daIl'Académie
Française aUa tragicommedia di CorneiUe. Sx eliminerebbe, inoltre, il pregiudizio che
la Phèdre di Racine non passa essere un soggetto adatto ai teatro inglese: ne e prova,
per l'anonimo, la fedra di Smith che ha preso da Radne quasi tutto l'intreccio di
Phèdre e di Bajazet
23 Per Racine, vengono esaminate Esfher (la rappresentazione), Iphigénîe, e Bajazeî
(«Mercure», gm.-lugl. 1721; ag. 1721). Di Corneille vengono prese in considerazione
Poîyeucîe e La M.ort de Pofnpêe (mar. e ag. 1722); quanto a Molière, abbiaîno
Fesame del Bourgeois gentilbomme e della Princesse d'EUde, ag. 1721; febbr. 1722).
111
condo periodo giornalistico, fu molto probabilmente 11 più importante, se
le poche préfaces che ci permettono di rilevare qualche suo t'ratto teorico
si riferiscono all'edizione delle opère da lui fornite al tempio della musica
e del canto.
Discreto intenditote di musica ed abile verseggiatore, Fuzelier, dopo
aver cridcato a lungo e, quasi di preferenza, parodi'ato tant! opéras dei
suoi colleghi, intensifica la sua collaborazione, che, flno a quel momento,
era stata sporadica, alla célèbre Académie, tentando di apportare quelle
innovaiaioni che egli riteneva necessa.rie per risoU'evare le sorti del troppo
sfruttato regao di Quinault e Lulli.
NeU'avvertenza al Ballet des Ages (1718) vl sono due 'notevoli affermazioni
riguarda'nti i rapporti tra la musica e la oemmedia, da un lato, e le
caratteris fiche neoes'sarie alla creazion'e Ai un balletto, dall'altro. Il nocciolo
'delîe lotte fra i teatrini « forains », patrodnati da Puzelter, e i teatri
uffidali 'era costituito dal divleto di parola e di canto, fatto ai Forains^
per eludere il quale 'si avvlô il processo di elaborazlone ÀelVopéra-comique,
in cui Pelemento musicale era non mena indispensabile di quello drammatico.
Qui Fuzelier esprime quasi lo stesso coûcetto, ribaltando i termini
'del problema ; tuÈtavia e da notare che non si ttatta più di affermare
la compatibilità della musica con il « comlque », bensi. di presentare
delle innovazioni nel lavoro del librettista.
Questi, i'nfatti, traeva i suoi argomenti dalla mitologîa dassica. dai
classici itallani o dai poemi cavaUereschi, mentre Fuzelier afferm'a la plena
libertà dell'autore nello sceglîere i suoi temi da qualsîasi fonte, 'secondo
il triplice criterio della diversità, della va-rietà e della novità. Cosï, nel
Ballet des Âges vieïie data la formula compositiva del balletto:
,., Je n ai prétendu donner qu'un tissu de maximes enjouées, liées par une intrigue
légère, qui pût occasionfier des Airs gracieux et des Danses variées. C'est ce me
semble, ce qui doit constituer le fonds d'un Ballet35.
e, nelle fêtes Grecques et Romaines (1723), riprende il suo pensiero, criticando
Peccessivo uso di stereotipi. della mitologia classica e riaffermando
Foppottunità di una libertà di scelta, operata nel nome della « verosimiglianza
» e dettata da uno spirito di « moderna » sensibilità .
Gli stessi criteri vengono îi'baditi nella Reine des Péris (1725), quando
Fuzeli'er inizia ad ispirarsi ai -soggetti orientali, îion cuovi per lui, ma certamente
per l'Opéra:
24 « ... J'ai crû que ThaUe avait des droits sur la Musique, aussi bien que Melpomène.
Je ne ferai pas une longue Dissertation pour prouver que le genre comîque
n est pas incompatible avec les beautés de l'Harmonie » (Avertissement al Balleî des
Ages, in Recueil Général des Opéra (1671-1745), Paris, Ballard, 1703-1745, t, XIÏ
(1734), p. 319).
25 Avertissement, cit., p. 319.
« La Muse lyrique n'avait jusqu'à présent tiré ses Poèmes que de la Chronique
des Amadis, de l'Ârioste, des Mètamorplïoses d'Ovide, du Tasse et d'auttes semblables
Auteurs. La France n'a encore soumis que la Fable à la Musique; l'Italie plus hazar-
112
On a crû que les merveilles des Péris et des Dives pouvaient succéder aux miracles
des Dieux de l'Antiquité, et aux prodiges des Enchanteurs et des Fées de la Chevalefie
errante37.
Ritroviamo iûfine tutti questi motlvi n.ell'avverte.nza a Les Indes galantes
(173.5), capolavoro di Fuzelier e Rameau, ed uno dei maggiori e più
durevoli successi del secoîo, appunto per la sua novità, per la sua singolarità
e per quel tanto di esotico che era ormai il gusto dominante delîa
sodetà di Luigl XV28.
Come si puô notare, Fuzelier non intende assolutamente teorizzare sulle
produzioni deU'Opéra, ma presentare al suo pubblico, del quale si preoccupa
di cogliere desideri e suffragi, le direttive che lo haîîno determinato
a s'eguiire una cefta via e le motivazioni essenzi'ali di una scelta personale.
Il tema del pubblico ncorre frequentemente 'nei pochi scritti di Fuze"
lier, nel senso che egli attribui'sce a questo la funzione di giudice ed alleato
d'elPautore drammatico nella sua attività. ïn particolare, Fuzel'ier si appella
al publie ogni volta che tenta di far 'acoettare una sua particolare conoezione,
quasi 'sempre inaovativa, 'del teatro; esso si accompagna poi all'altro motlvo,
strettamente connesso, della critica dei cosiddeÈti « connai's'seurs » e
del-la cahaîe, il cui peso sull'attività di Fuzelier fu sempre particolarmente
rilevante,
Un vero attacco alla cabala egli lo sferra nella prefazione all'edizione
della sua commedia-parodia del 1719, Momus fabuliste, che e una giusdficazione
delPanonimato preso da Fuzelier e mantenuto a lungo nelle rappresentazioni
al Théâtre Français. Nella lunga e sistemadca difesa del suo
operato , Fuzelier, dopo aver precisato i limiti della vaîidità dell'i-ncognito
ed esaminato le varie reazloni che esso ha suscitato, intercalando al discorso
delle favole allegorich'e, entra nel merito della polemica:
deuse a placé dans ses Opéra les événements de PHistoire. Les Scarlatti et les Buonondni
ont fait chanter des Héros que Corneille et Racine autoient fait parler,
Enhardi par ces exemples, on s'est dispensé de glaner dans les champs trop souvent
moissonnées de la Mythologie et du Romain. Heureux si on est approuvé en ouvrant
aux Poètes du Théâtre chantant, une carrière digne d'occuper les Génies amateurs du
vraisemblable » (Préface a Les fêtes Grecques et Romaines, in Recueil Général des
Opéra, cit., t. XIII (1734), p, 265).
21 Avertissement a La Reine des Péris, in Recuil Général des Opéra, cit.j t. XIII
(1734), p. 321.
28 Cfr. Avertissement a. Les îndes galanîes, in Recueil Général des Opéra, cit.,
t. XVÏ (1745), p. 78.
39 E intéressante notate che questa valida e motivata giustificazione dell'anonimato
si trasforma in critica accesa nella polemica sostenuta da Fuzelier contro l'abate Pellegrin
a propisito deUe due commedie che questi fece rappresentare anonime al Français neî
Î722, Ma e giusto sottolineare che Fuzelier, mentre si serve dell'anonimato del Mofîsus
fabuliste per poco tempo e per controllare le reazioni dei critici, non giustffica iî comportamento
deîl'abate, sospettandolo di frode e di malafede; in pradca, PeHegrin,
constatata Fmfelice accogllenza tisetvata allé sue commedie, preferisce vederle attribuîte
a Fuzelier, il quale e perciô costretto a sconfessare una paternità sospetta e poco meritoria,
non esitaado a ricorrere all'intervento del potente cardinale Du Bois.
113
Ces longues et ennuyeuses Dissertations sur le chapiÈre d'un Ecrivam sont le partage
de ces CMnmentateurs bruyants, qui se font un Cabinet littéraire de tous les Cafés,
et qui là regardent comme convaincus de leurs opiûions tous ceux qu'ils en ont
étourdis 30.
NelPaffermate il suo disprezzo per questi critid a tutti l costi, l'Autore
proclama il suo diritto aMa parodia alla quale nessun autore puô sottrarsi
e quindi critica tutti colora i quaii credono di riconosoere questo o quel
personaggio reale n®i perso-naggi in azione sulla scena, creaado perclô una
coalizione del pubblico contro l'autore .
Il tema della cabala e ticorrente in quest'anno 1719 che riflette una
fa'se acuta nei burrascosi rapporti fra i vaïi teatri parigini e i-1 Prologo allé
tre commedie3a che Fuzelier présenta ptesso gli Italiens, oltre ad essere
un tentativo d'innestare la formula « foraine » aUa tradizione « italiana »,
rappresenta un a'itro atta'cco alla critica forsennata del momento In questo
assalto i puîiti di contatto con la prefazione di Momus fabuliste sono
fréquent! e notevoli, sia nello spirito che nella lettera, mentre la conclusione
contiene un appello al parterre, ch'e e il comspettivo del publie
i'nvocato negli avertissements 3S. E da sottolineate perdô il fatto che il
motivo della cabala cosrituiva il contrappunto della vita teatrale del tempo
e insieme un ricordo letterario delle famo'se vioende di Tarfuffe e di
Turcaref, queste ultime molto vicine allé recriminazioni di Fuzelier .
Se Fuzelier non fu critico teatrale e non scri-sse delle opère di estetica
teatrale, tuttavia difese vigorosamente 11 diritto degli autori alla critica
dei teatri t'rasportata sulle scène sotto foïma drammatica, affeïmando cosl
îa piena vali'dità della parodia drammatica, sostenuta dalTaccademico
abate Sallier e dal colto direttore degli Italiens, l'attore Luigi E-iccobo'ni.
Già îiella prefazîone 'a M.omus fabuliste, come già abbiamo yisto, Fuzelier
lia mode di esprimere con energia e dedsione le sue idée, pur se
spinto da motivl polemid verso il pluripaïodiato Houdar de La Mette:
La critique en^ouée des ouvrages d'esprit a de tout temps été permise. J3n n'a
pomt vu autrefois l'IUustre Monsieur Racine se plaindïe des Parodies de Titus et
de Phèdre,,. les vers de Monsieur Racine sont pourtant aussi respectables que d autrès...
Les bons esprits n'ignorent pas les privilèges de Momus et que sil lui est
permis de peindre les vices, il est encore plus en droit de peindre les défauts dès
qu'il se renferme dans les bornes présentes par la sagesse de Thémis 35,
30 Préface a. Momus fa-buîiste, Paris 1719, T éd.
31 «La calomnie se glisse souvent où h'entreroit pas le calonuiiateur; la louange
marche en tortue, et la calomnie a des ailes... quand la Cabale se charge offideusement
de peindre un Auteur, son portrait doit être joli; surtout, quand c'est un Auteur peu
répandu qui évitant avec soin de lire ses ouvrages, perd tout le fruit^qu'i^ poufroit
tirer des conseils délicats des personnes éclairées de la Cour et de la Viile^et risque
outre cela d'acquérir une ïéputation d'indodlîté... » (Préface a M-omus fabuliste, cit.).
32 La Mode, La Méridienne, Le Mai.
33 II prologo e interamente perduto; un riassunto essenziale e nportato nel resoconto
del « Mercure »di Maggio del 1719, allé pp. 166-68.
34 Cfr. A.R, LESAGE, Turcaret, a e. di M. Spaziani, Milano, Mursia, 1965, in particolare
la Critique de « Turcaret », pp. 32 e 179.
35 pysface, cit.
114
l tre elemeûti che si po&sono ïicavaïe da questo passa si îitrovano
nell'avvertenza al Serdeau des Théâtres e in Parodie, del 1723: nel prima
SOQO biasimati gll autori che non lianno seguito Ï'esempio di Qulnault
e di Racine e 'si sono lamentati delle parodie, di cui e riaffermato il diritto
alla cririca ; nella seconda, Parodia in persona afferma con forza le sue
prérogative specifidie, insegnando ad Arlequin la tecnica parodrstica e
îoÈta'ndo cont'ro la congiura ordita dalla Musa della tragecîia e dagîi autori
della Comédie Française (La Mette e Voltaire, in païtlcolare)37.
Tutt'avia, nell'avverÈenza, si trova un nuovo elemento, che poi si rintracera
nel Discows sur les parodies del 1731: 'l'affennazione netfa che
la parodia^non discredita le opère e gli autori, ma intende correggere soltanto
i difetti vistosi, pur riconoscendo il merito e la validità delle opère
criticate II conoetto e poi am'pHato con una considerazioiie pratica, quando
Fuzelïer, dicliiarando che se le opère criticate non avessero successo,
non ne avrebbeïo nemmeno le loro parodie, intende afferiïiare che queste
spesso po'ssono contribuire a confermare ed accresoere i giudizi positivi
e il sucoesso deîle opère teatî'aïi, un succes'so — aÛude l'Autore — In gra'n
parte di natura finanziaria3S.
L'Abate Sallier, in una sua dotta di'sserÈazlon'e rifacendosi ad antecedenti
classici e a Boileau, aveva defirdto U génère come una fiction che mira
alÏ'utile e ai veîo s0: la parodia deve occupaî-sî •di pièces note e stimate
universalmente e l'imitazione deve essere fedele ed esatta perché il carattere
deUa païodia passa -risultare naturale, senza sforzature ed affiorante
cWle^cose ete'sse; essa inoltîe, ha la fuazioae d'i s'alvaguardia del gusto
e dello stile, soprattutto quando il suo oggetto e uB'opera teatrale .
Luigi Ricmboni ri'solve le argomentaziomdell'atiuco abate dal punto di
vista 'dell'uomo di teatro; egli ricostruisce la storia della parodia, ne disti'ngue
le forme, ma 'soprattutto considéra il génère non ta'nto come una
satira viva, quanto come una sicura difesa del gusto teatra'le e ne concepisce
l'appllcazione nella funzione tutta tecnica •âi evidenziare i difetri di fonda
dl un opéra teattale, 'd'all'ideaziotie 'alla struttura e alla corrispoûdeûza fïa
tema e azio'ne 'drammatlca; nella critica ad un'opera .di La Mette o di Voltaire
egli vede percià la censura dgli errou contro la tecnica o contro
la morale .
Fuzelier, hivece, 'n'el Discours sur les Parodies42, risponde a tre 'accuse
Cfr. Avertissement al Serâeau des Théâtres^ in Parodîes du Nouveau Théâtre
Italien, II, Paris 1738. Le idée ai Fuzelier soûo state esaminate da M. Spazianl, in
appendice a CorneîUe e Racine alla foire, m francesi in Ifâlia e îtdmni in îrancia,
•^omiLlcl<31' a^.e PP- Z8~9) _dove sono ïaccolti i passi che qui menzioniamo.
37 Çfr. Parodie, in Parodies... cit., pp. 211-12.
33 Cit. Avertissement, at,
39^Cfr. SALUER, Discours sur Vorigine et sur le caractère de la Parodie, cit in
M SPAZÏANI, Francesi in lîaÏia e Itaîiam in Francia, cit., p. 54.
40 Çfr. M. SPAZIANT, francesi in îtaUa e lîaliani in Franciâ, cit., pp. 54-5.
" CÎ.Ï. X. DE COURVILLE, Luîgi Riccobom dit Lélio, dt,, pp. 12.5-26.
4\Edito come prefazione allé• Parodies du 'Nouveau Théâtre Italien nel 173.1. e
riveduto dopo la seconda pubbHcazione deUa memoria deU'abate Sallier nel 1733
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1i ^ La Motte; che le parodie siano ^ une espèce de bouffon- sî^i^^iI:^eï^u31rlrlpAbiïo'^lsïaun'buon
m^ri,S ^S'n« "oya difficdtà_nd^epli^e^^
.SÏ ^ cS'uS^n^a ^Ae riâicoÏi^ 'solt^o^a v^^
p^^^^^ "^"^^^tre^^gew^tlrim^:
^STsuîc^eTariï?mccoe"Km:umoA'^^^^^
mono sentimenti nobili senza praticarli):
l'art, et très souvent à la raison43.
"E. avendo cosï replicato anche dla seconda accusa, ^2elleï,neuon^-
te r^d^^e^cT^ paroteaja ~^^^^^e^ Smanïo0^^\^^m~£eEÎAytlwen dmigrato le ribadendo
la vocazione .drammatico-spettacolare dei geaere:
.^^^Ï5.^. M ?e^SS aux observations qu'il a entendues,..".
Infine, un-ultima frecdata a La Mette e oe^enut^nej.fem.azione -
la parodia"noûi~un attaoeo personak rivolto agli auton, ma
...un Uin^^cen^rm^ ^^^/^\SO^S §S,^S<£
en arrachent le M-asque 45.
rDa quanto abbi^mo ïiferito, e e^dente^che ^,^fesa,deulPMOtl
'd^^^metterTm luce> valida ^ica^dra^m^?i
^la3^i î^»°^lemiï'aiia'ddini2îone^^?mï:
^oTd^ÏraTdeî oecr^re^
2daTl-^?^csaÏ^^^^
?aame^TZ"meSIoïiteuo^i;o7r;pmto e peivaso di
tecnica dîammatica.
Prima di oencludere, vogliamo accennare alla scena,deua, co^^t^p~ poSf ^TFeuzSrïu-^^i^^^^^ Mo'ije che-
£' pïïkaFsarebbe l'autore stesso deUa oemmedia.
£ë^^S^a.^S-^^^ics^^^
edizione dd Discours, del 1738.
43 L. FUZELIEE, Discours... cit., l, p. A^i^
44 L'. FUZELIER, Discours... cit., I, P_^xvlu-
45 L. FUZELIEÎÎ, Discours... cit., p. AAAJ-.
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La figura della coquette era tradizionale nel teatïo fin dal Seloento ed
anche Fuzeliet ne aveva fatto dei ritra'tti non di'sprezzabîli, ad esempio
nella Mode ; egli era perciô particolatmente idoneo ad espnmere u'n giudizio
di meïito Ora, egli non e cT accorda con l'afticolista die definisce quel"
la scena « parfaite dans 'son genre », perché essa manca di naturalezza:
Rien n'y est sentiment, tout y est réflexion, et quelle réflezion encore! une réflexion
raffmée, et quelquefois outrée. Un style qui loin d'être ingénûment coquet, se montre
paré, non seulement des omcments, mais encore des affiqucts de l'éloquence 4Ï.
Nel 'rilevare i difetti, Fuzelier esprime quindi le sue opinioni sul modo
di creare un carattere e di confi'gurare un peïsonaggio: e mnaturale che
una « coquette noyice » 'si présent! sull'a scena peï recita're il 'li'ûguaggio della
« métaphysique galante » — che egli non accettava — infiorettatodl madrigal'l,
che qui'ndi •sono totalm'ente fuori luogo. Ma il difetto più grave e il
non aver centiato il caratteie 'del personaggio:
La Coquette^ naissante devoit être coquetfce sans le savoir; elle ne devait point être
si exactement informée de ce qui constitue la gloire de son état, et des prérogatives
brillantes ^qm y sont^ attachées. C'etoit à eîle à laisser échapper des traits de oequetterie,
et à Mercure à les défmir48.
Queste 'sono rifiessioni preziose, fatte in nome della verità, <lell'a semplicità
e 'deîla naturalezza: arrischieremmo volentieri Pipotesi che queste
idée provengano a F^izelier da un précisa modelîo. La Coquette dï Regnaî-d,
autore con al quale Fuzelier ha molÈi punti di co'ntatto.
Tutte queste considerazioûi conducono alla conclusione che Fuzelier fu
un vero uomo di teatro, dalla larga erudtzione, e un attenta conoscitore
della 'storia del teatro. Se egli non voile ess'ere un « dogm'atico », oertamente^
si puè spiegarl'o con il fatto clie egli consi'derô il teatro come uno •speîtacolo
compléta, aperto a tutte le forme e a tutti i veri taîenti, che sfuseisse
allé sottigliezze ed ai canoni dei dottl e dei teorici, ma che costituisse
un veïo e proprio divertiïnento per il pubbltco che frequentava le sal'e dei
tea'u-i.
Quel che per lui era es'senziale era ïaggmngere l'accoïdo dell'autore con il
suo pubblico, di cui doveva seguire •e, ancor meglio, precedere il gu.sto e gli
ofientam'enfi, mentre rico'nosceva come unici canoni estetici la semplicità,
la verità, la varietà e la 'naturalezza.
Più che il critico « deî teatro », in senso estetico, dobbiamo allora cercare
il critico « neî teatro », colui cioè che cou la critica, esercltata con le armi
della satira, pro'duce sp'ettacolo e quindi divertimento per il pubblico. In
questo senso, particolare importanza assumono le parodie, spedalmente
quelle « italiahe »,
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